giovedì 18 ottobre 2012

PAOLO DI NELLA E MARIO ZICCHIERI: NUOVE TARGHE DOPO GLI ATTI VANDALICI


A distanza di molti anni accade ancora che qualcuno vada a rompere la targa che ricorda eventi come quello accaduto a Paolo di Nella, il militante morto il 10 febbraio 1983. Rimettere oggi al suo posto questa targa dedicata a Paolo ha avuto un significato particolare.

Davanti a questo odio che continua, diciamo che bisogna distinguere la lotta politica dall’odio assoluto nei confronti dell’avversario. Per noi Paolo ha assunto l’immagine della purezza della militanza.
A Villa Chigi, il luogo dove in quel periodo stavamo lottando per aprire un centro sociale e culturale, lanciammo questa battaglia con il nucleo Trieste-Salario per testimoniare il nostro legame con il territorio. Lanciammo anche una raccolta firme attraverso l’affissione di manifesti scritti a mano. Paolo era il più determinato di tutti noi e andò ad attaccarli nel quartiere, ma quando arrivò a piazza Gondar due persone lo colpirono alle spalle. Vorrei sottolineare due aspetti sui quali stamane mi sono soffermato: da un lato la determinazione di dotare il quartiere di un centro culturale di aggregazione, e dall’altro la reazione violenta di odio assoluto che ha portato a colpire Paolo.
Poi nel giardino di piazza dei Condottieri, abbiamo scoperto una nuova lapide posta in ricordo di Mario Zicchieri, il ragazzo ucciso il 29 ottobre 1975 all’età di 17 anni.
Non si tratta di atti di vandalismo casuale: dietro questi gesti c’è sicuramente la logica di chi vuole tenere vivo il clima degli anni ’70, a causa del quale, ancora oggi, i simboli che ricordano le vittime sono obiettivi di odio assoluto. Spaccare queste targhe è un gesto di offesa intollerabile per le famiglie e un’offesa alla memoria della città. Noi abbiamo rimesso queste targhe per ricordare questi ragazzi, visto che le stesse recano la scritta “vittime della violenza politica”.
Gianni Alemanno