giovedì 14 novembre 2013

MELISSANO: TRA TASSE E DISSERVIZI

La pubblica illuminazione che non va, lo scuolabus soppresso, e poi una attesa di quattro mesi per poter smaltire un materasso !

In Puglia ci lamentiamo per le lunghe liste di attesa per ottenere una prestazione sanitaria, ma a Melissano occorre mettersi in lista di attesa anche per smaltire un materasso.
Andiamo per ordine.
È dovere dei cittadini pagare le tasse comunali perchè le tasse, sono una tipologia di tributo ovvero una somma di denaro dovuta dai cittadini come corrispettivo per la prestazione di un servizio pubblico.
In cambio delle tasse, un cittadino si attende servizi efficienti.
Non è così a Melissano dove impera un alto livello di tassazione e c'è la necessità di un miglioramento della qualità dei servizi pubblici erogati.
Le case dei melissanesi sono diventate non la dimora dei nuclei familiari, ma la fonte di un ingordo prelievo fiscale che va a rimpinguare le esauste casse comunali.
Nell'ultimo decennio (il sindaco Roberto Falconieri ne sa qualcosa) la tassa sulla raccolta dei rifiuti solidi urbani e l'aliquota sull'IMU (per l'anno 2013 l'aliquota relativa agli "altri immobili" è passata dal 9,6 per mille al 10,6 per mille) sono cresciute considerevolmente. In cambio la qualità dei servizi è peggiorata basti pensare che frequentemente intere zone del paese subiscono il black out perchè l'impianto della pubblica illuminazione non riceve la adeguata manutenzione; per i ragazzi che frequentano la scuola elementare del paese il servizio di scuolabus è stato soppresso ecc. ecc.
Quindi, a Melissano, a fronte di una elevata pressione fiscale non corrisponde la erogazione di adeguati servizi. Anche quelli minimi. Basti pensare che per smaltire rifiuti ingombranti e beni durevoli -tramite prenotazione all'apposito ufficio comunale- il tempo di attesa è di quattro mesi. Quattro mesi di tempo per far portare via un divano o un materasso!!
Assurdo!
Roberto Tundo